Elettricità in casa: sicuri di essere sicuri?

Tutti noi abbiamo l’impianto elettrico in casa, e tutti noi diamo per scontato che sia sicuro. Eppure, a leggere le statistiche, si scopre che ogni anno si verificano più di 250 infortuni mortali a causa dell’elettricità, e che più della metà delle abitazioni non ha un impianto elettrico a norma. Cosa fare, dunque, per essere sicuri che il proprio impianto sia sicuro?

Facciamo innanzitutto una divisione di campo: impianti realizzati prima del 1990 (anno di entrata in vigore della Legge 46/90, oggi abrogata e sostituita dal D.M. 37/2008) ed impianti realizzati successivamente. Mentre tutti gli impianti realizzati successivamente a tale data hanno (o dovrebbero avere) una Dichiarazione di Conformità rilasciata dall’impresa installatrice, quelli realizzati prima del ’90 non ce l’hanno.

La Dichiarazione di Conformità potrebbe più correttamente essere chiamata Dichiarazione di Paternità, essendo un documento stilando il quale, l’impresa che ha realizzato l’impianto, se ne assume la paternità, appunto. Va da sé che la Dichiarazione di Conformità può essere rilasciata soltanto dall’impresa installatrice, e non da altri. E nel caso non avessimo una dichiarazione di conformità? In quel caso potrà essere rilasciata, da un tecnico qualificato, una Dichiarazione di Rispondenza, ma attenzione: solo se l’impianto è effettivamente “rispondente” alla norma potrà essere rilasciata tale dichiarazione!

Al di là della conformità alla Norma, veniamo all’oggetto del presente articolo: l’impianto è sicuro? Eh sì, perché non sempre un impianto a norma è davvero sicuro.

Il quadro elettrico

Il quadro, o centralino di appartamento, è in genere posizionato vicino alla porta di ingresso e comprende di solito interruttore generale differenziale (detto comunemente “salvavita“) e due interruttori magneto-termici a valle di questo, uno per il circuito di illuminazione ed uno per il circuito prese. Il differenziale ha il compito di aprirsi in presenza di correnti di dispersione. Fondamentale, per la sicurezza, che tale differenziale sia coordinato con l’impianto di terra. Senza entrare troppo nel tecnico, questo significa che il differenziale deve aprirsi appena un apparecchio elettrico si guasta, prima cioè che qualcuno tocchi l’apparecchio guasto e prenda la scossa. Ciò può avvenire solo grazie ad un buon impianto di terra.

Una prima valutazione sul quadro si può fare guardando che non ci siano parti “aperte”, dalle quali sia possibile venire in contatto con i conduttori elettrici o con parti metalliche in tensione. Ecco come non deve essere un quadro:

Come NON deve essere un quadro elettrico!

Un quadro deve invece proteggere da contatti accidentali con parti in tensione e, ove il numero di interruttori presenti non fosse sufficiente a coprire tutte le aperture, si dovrà provvedere con idonei “tappi” o pannelli ciechi, in modo da evitare il rischio di elettrocuzione. Ma attenzione, questo è un lavoro pericoloso, che deve fare un elettricista qualificato.

Impianto di terra

È il filo giallo-verde, che collega tutte le prese attraverso il “buco” centrale di queste (o attraverso le linguette laterali delle prese Schuko) fino ad un pozzetto nel terreno, subito fuori casa. È fondamentale che tale impianto sia efficiente ed abbia una corretta resistenza di terra.

Prese

Le prese dovrebbero essere tutte dotate di alveoli protetti, in grado di aprirsi solo per l’inserimento di una presa e non inserendo cacciaviti o altri oggetti. I circuiti all’interno devono essere separati da altri circuiti quali antenna TV/SAT, telefono, linea ADSL. Occorre evitare, per quanto possibile, l’utilizzo di prese multiple esterne (le cosiddette “ciabatte”) e, quando non se ne può fare a meno, usare quelle marchiate CE e, possibilmente, che abbiano anche un marchio di sicurezza europeo quale IMQ , TÜV , GS , ecc.

Come fare una valutazione del proprio impianto elettrico

La prima valutazione è relativa alla vetustà: da quanto tempo il vostro impianto è in servizio? Se è in servizio da più di venti anni, forse è il caso di farlo quanto meno valutare da un esperto del settore. Stessa cosa se il vostro interruttore generale salta spesso, o se vi capita di prendere la scossa.

Verificate l’efficienza del salvavita, premendo ogni mese il tasto di prova per vedere se l’interruttore salta. Questo verifica la funzionalità meccanica, ma tenete presente che almeno ogni cinque anni sarebbe buona prassi verificare anche l’efficacia funzionale vera e propria, e per fare questo occorre un tecnico equipaggiato di una apposita strumentazione.

Utile, sempre ogni cinque anni, far eseguire anche una valutazione dell’impianto di terra, unitamente ad un controllo generale dell’impianto.

Se volete verificare il vostro impianto potete scrivere alla nostra email info@atlas-progetti.com per avere una consulenza. Vi rilasceremo un report dettagliato, in modo da fornirvi uno strumento efficace per valutare la sicurezza del vostro impianto elettrico. Inoltre, potrete approfittare dell’offerta consulenza risparmio energetico che potrebbe consentirvi di ottenere dei risparmi sulla bolletta elettrica.

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