Iniziamo i lavori: il bagno padronale

Ed eccoci all’inizio dei lavori nella casa di cui vi abbiamo parlato nel post Quando la notte si confonde con il giorno.

Progetto

Nel nostro progetto abbiamo scelto di mettere il bagno là dove attualmente si trova la cucina. Questa è oggi troppo stretta e lunga, inoltre è attraversata da una antiestetica trave. In generale, scegliamo di lasciare il blocco dei servizi (bagni e cucina) dov’è, in modo da facilitare il collegamento degli scarichi ed evitare di dover realizzare un gradino per dare la giusta pendenza al collettore fognario.

Nel ridisegnare la pianta del bagno grande lo abbiamo leggermente ristretto, in modo da ricavare accanto a questo un secondo bagno con zona lavanderia, del quale vi parleremo in un prossimo post.

La trasformazione è illustrata nelle immagini di cantiere le quali, affiancate alle foto dello stato originale rendono bene l’idea di come una vecchia casa possa cambiare completamente aspetto.

Trasformazione della cucina in bagno padronale - vista della doccia

Trasformazione della cucina in bagno padronale – vista della doccia

Trasformazione della cucina in bagno padronale - vista della finestra

Trasformazione della cucina in bagno padronale – vista della finestra

Allo scopo di occultare la trave si è inoltre deciso di controsoffittare ad una altezza di 2,40 m nella zona doccia (altezza minima consentita dal Regolamento Edilizio del Comune di Roma per i bagni), e ad una altezza di 2,60 m nella zona lavabo e sanitari. Questo accorgimento riproporziona l’ambiente e consente l’incasso di faretti LED da illuminazione.

Lavori in corso

Per prima cosa dobbiamo spiegare all’impresa il nostro progetto, dando indicazioni su come procedere e, in particolare, sulle demolizioni da eseguire. Ci viene in aiuto la pianta demolizioni/ricostruzioni, nella quale sono riportate in giallo le tramezzature da abbattere ed in rosso quelle da costruire.

Pianta demolizioni-ricostruzioni bagno padronale

Pianta demolizioni-ricostruzioni bagno padronale

È molto importante che le demolizioni proseguano con ordine, che le risulte vengano insacchettate e calate in basso (tramite un tiro elettrico, se possibile), nonché conferite a discarica autorizzata.

La zona bagni dopo la demolizione

La zona bagni dopo la demolizione

Per il lavabo, i proprietari hanno scelto di riutilizzare quello che avevano nella loro casa precedente, dal momento che è praticamente nuovo. Per la doccia, invece, si è scelto un piatto a semincasso nel pavimento. Anche qui non è stato necessario sopraelevare la quota di calpestio, in quanto è stato possibile dare la pendenza necessaria allo scarico utilizzando lo spazio a disposizione nel massetto.

Riguardo il posizionamento delle cassette di scarico, che oggigiorno vengono incassate nella parete dietro al water, dal momento che i due bagni sono confinanti ed hanno i wc attestati sui lati opposti di una stessa tramezza, si è usato l’accorgimento di sfalsare i wc stessi in modo da non dover ingrossare oltremodo il muro di separazione tra i due locali.

Posizionamento cassette di scarico

Posizionamento cassette di scarico

Il risultato dovrà essere qualcosa di simile a quanto illustrato nei disegni 3D, attraverso i quali il cliente ha potuto farsi una idea del lavoro finito.

3D bagno padronale - vista della doccia

3D bagno padronale – vista della doccia

3D bagno padronale - vista della finestra

3D bagno padronale – vista della finestra

Questo è solo l’inizio: ora si dovrà procedere con la rasatura, l’imbiancatura, e la realizzazione di pavimenti e rivestimenti, per dare il lavoro finito come previsto dal progetto.

Quando la notte si confonde con il giorno

Un bell’appartamento di circa 100 mq a Roma può essere una sfida interessante quando, come nel nostro caso, ha la cucina in fondo, lontana dal soggiorno. Eh sì, perché negli anni Sessanta capitava spesso che le case avessero la cucina vicino alla camera della domestica, lontana dal salone dove si ricevevano gli ospiti e si tenevano i pranzi. Ma le cose sono cambiate, ed oggi si tende a creare una zona giorno (soggiorno, cucina) ben distinta dalla zona notte (camere da letto, bagni).

Ed ecco dunque la sfida: come fare ad avvicinare tra loro cucina e soggiorno, separandoli dalle camere senza avventurarsi in troppi spostamenti di reti di scarico e di adduzioni idriche?

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L’ampio ingresso, male illuminato, e la vista da questo del soggiorno, anch’esso buio e lontano da tutto il resto

L’appartamento è vecchio stile, e non è mai stato ristrutturato. La pianta è classica: si entra in un grande ingresso (anche questo tipico delle case di quel periodo), dal quale si accede da un lato al soggiorno e dall’altro ad un lungo corridoio. Su questo si aprono a sinistra due ampie stanze da letto, a destra bagno e cameretta della domestica (con bagnetto interno) ed, in fondo, la famigerata cucina.

Le esigenze dei committenti sono:

  • una cucina comoda, visto che sia lui che lei amano cucinare, magari con la possibilità di metterci anche un piccolo tavolo per mangiare;
  • un secondo bagno con annessa piccola lavanderia;
  • un ampio soggiorno;
  • due comode camere da letto;
  • tanto spazio per armadi, rispostigli, ecc.

Abbiamo dunque raccolto il guanto della sfida ed escogitato una soluzione adatta alle esigenze prospettate.

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L’appartamento, come è (a sinistra) e come sarà dopo i lavori (a destra)

L’obiettivo è quello di non spostare il blocco dei servizi, per evitare o limitare tutti i problemi tecnici che ne conseguirebbero. Si decide pertanto di lasciare bagni e cucina dove sono, salvo scambiarli, in modo da avere la cucina molto più vicino alla zona giorno ed i bagni all’interno della zona notte. La cucina, dotata di due simpatiche finestre gemelle che danno sul cortile interno, sarà abbastanza ampia da poter inserire anche un piccolo tavolo per un pasto veloce in famiglia.

Il lungo disimpegno verrà diviso in due: una prima parte, sulla quale si affaccerà la cucina e nella quale sarà ricavato un comodo armadio, una seconda parte, il disimpegno notte, sulla quale si affacceranno le porte di camere e bagni.

Il bagno piccolo, minimale e senza doccia, verrà arricchito da una zona lavanderia.

Si andrà poi ad allargare l’ingresso, dal momento che la camera adiacente è molto ampia e può essere leggermente ristretta senza scendere sotto i 14 mq. Questo accorgimento fa sì che, in base al Regolamento Edilizio del Comune di Roma, tale camera possa essere ancora considerata “camera matrimoniale” e non “camera singola”, come richiesto dai Committenti. Ne risulta un ampio soggiorno passante, che andremo a completare con delle armadiature e librerie in cartongesso realizzate su nostro disegno.

Un aspetto da sottolineare è quello di alcune travi molto alte. Per via di queste e per meglio delimitare alcune aree, diventa indispensabile prevedere una serie di controsoffitti in cartongesso, dei quali parleremo più diffusamente in un prossimo post.

Non possiamo sottovalutare l’illuminazione: viene dunque predisposto uno studio illuminotecnico che aiuterà i Committenti a valutare l’illuminazione più adatta, sempre con la scorta dei nostri consigli.

Si tratta di un bel progetto, che prevede l’abbattimento e la ricostruzione di quasi tutti i tramezzi, con costi che vengono ammortizzati grazie alla detrazione fiscale del 50%, previa consegna in Comune di un progetto a firma di professionista abilitato.

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I rendering ci aiutano a studiare le soluzioni e ad illustrarle ai nostri Clienti

Il progetto è pronto: planimetrie, 3D e rendering vengono illustrate ai proprietari, ed insieme si mettono a punto tutti i dettagli. Finita questa fase, non rimane che dare l’inizio ai lavori!

Si veda anche:

Iniziamo i lavori: il bagno padronale

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