#homesweethome | L’armadio che non c’era

Oggi parliamo di armadi, da ricavare anche nelle piccole nicchie che tutti abbiamo all’interno delle nostre case.

Grazie all’immagine sottostante è possibile farsi un’idea di come funziona questo rivoluzionario sistema della Esalinea: se alla fine di un corridoio abbiamo uno spazio morto, proprio lì possiamo ricavare un angolo lavanderia, chiudendo lo spazio fino al soffitto con delle eleganti ante su misura, ante che andranno a schermare completamente la zona così creata. La larghezza e la profondità vengono decisi in base alle esigenze, e le ante arrivano così già pronte per essere montate. Al termine del lavoro non è necessaria alcuna tinteggiatura.

Animazione dal sito della Esalinea

Animazione dal sito della Esalinea

È possibile ricavare uno spazio aggiuntivo anche in situazioni diverse, come quando si ha un muro o un pilastro da un lato: l’altro lato viene rifinito con un fianco preparato su misura insieme alle ante.

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Un sistema come questo è molto utile anche nell’ingresso per creare dei piccoli armadi dove riporre borse e giacche utilizzando degli angoli di qualsiasi misura.

L'armadio-nicchia Brooklyn

L’armadio-nicchia Brooklyn

La versatilità di questo sistema è notevole, possiamo creare un armadio a muro anche in un angolo della camera da letto come vedete in questa fotografia…

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Un profilo elastico chiude la fessura che può venirsi a creare tra le imperfezioni del muro e la struttura.È  un sistema molto interessante, anche perché non sono necessari lavori di muratura, stuccatura o tinteggiatura delle pareti evitando così costi aggiuntivi alla realizzazione.

È possibile integrare l’Armadio-Nicchia nell’ambiente preesistente, verniciandolo con la stessa tinta delle pareti. Noi vi consigliamo di laccare la struttura per evitare che le ante possano sporcarsi, in particolar modo intorno alle maniglie.

#homesweethome | Tipologie di cucina

A Casaidea 2015 abbiamo visitato uno tra gli stand più interessanti, quello di Valcucine. Belle le composizioni, studiate nei minimi dettagli e ben illustrate nel loro favoloso catalogo.

Proprio da uno dei numerosi cataloghi che questa ditta mette a disposizione sul proprio sito internet (http://www.valcucine.it/) abbiamo tratto i disegni e le foto presenti in questa pagina.

Quali tipi di cucina esistono? Vediamo insieme alcune delle tipologie più comuni.

Nella Cucina lineare tutti gli elementi vengono disposti lungo una parete, è una disposizione adatta quando si ha una cucina stretta e lunga.

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Artematica Uniline di Valcucine in laminato stratificato

La Cucina a C consente di ottimizzare tutti gli spostamenti all’interno dello spazio cucina, mentre con delle porte scorrevoli si può separare la zona pranzo anche per limitare il passaggio di odori.

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Riciclantica in Alluminio Verniciato Grigio della Valcucine

La Cucina con isola richiede spazi molto ampi e rende più agevole il lavoro, offrendo superfici di appoggio ampie e ben dislocate. È particolarmente adatta per chi ama cucinare e per chi ha spesso ospiti a cena.

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SineTempore con finitura delle ante in olmo della Valcucine

Infine, la Cucina con penisola costituisce una comoda unità aggiuntiva, che articola lo spazio ingombrando un po’ meno rispetto all’isola. L’elemento sporgente può fornire un ulteriore piano di lavoro, può contenere lavello e/o piano cottura, può essere provvisto di un bancone colazione.

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Artematica con penisola della Valcucine

#homesweethome | Ottimizziamo lo spazio del bagno

Sempre più spesso ci chiedono di ricavare un secondo bagno dentro un piccolo spazio. Non è sempre facile trovare i sanitari giusti per realizzare un bagno così piccolo ma la linea Connect della Ideal Standard risponde esattamente a questa esigenza.

Come vedete dalle foto si possono ricavare dei bagni in spazi veramente ridotti come un sottoscala o un ripostiglio.

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Di dimensioni compatte, i vasi della collezione Connect Space hanno una profondità di soli 48 cm, rispetto alla media di 55-60 cm. I lavabi  sono del tipo a semi incasso e per l’installazione ad angolo.

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Sono stati ideati anche dei mobili sottolavabo con cassetti ampi e profondi a chiusura rallentata, meccanismo utilizzato anche  sulle ante per una chiusura morbida e silenziosa.


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Insomma, vi sarete accorti come con il lavabo, i sanitari e la doccia Connect si riesce a progettare un secondo bagno su misura ottimizzando al meglio tutti gli spazi.

Bagnetto

Iniziamo i lavori: il bagno padronale

Ed eccoci all’inizio dei lavori nella casa di cui vi abbiamo parlato nel post Quando la notte si confonde con il giorno.

Progetto

Nel nostro progetto abbiamo scelto di mettere il bagno là dove attualmente si trova la cucina. Questa è oggi troppo stretta e lunga, inoltre è attraversata da una antiestetica trave. In generale, scegliamo di lasciare il blocco dei servizi (bagni e cucina) dov’è, in modo da facilitare il collegamento degli scarichi ed evitare di dover realizzare un gradino per dare la giusta pendenza al collettore fognario.

Nel ridisegnare la pianta del bagno grande lo abbiamo leggermente ristretto, in modo da ricavare accanto a questo un secondo bagno con zona lavanderia, del quale vi parleremo in un prossimo post.

La trasformazione è illustrata nelle immagini di cantiere le quali, affiancate alle foto dello stato originale rendono bene l’idea di come una vecchia casa possa cambiare completamente aspetto.

Trasformazione della cucina in bagno padronale - vista della doccia

Trasformazione della cucina in bagno padronale – vista della doccia

Trasformazione della cucina in bagno padronale - vista della finestra

Trasformazione della cucina in bagno padronale – vista della finestra

Allo scopo di occultare la trave si è inoltre deciso di controsoffittare ad una altezza di 2,40 m nella zona doccia (altezza minima consentita dal Regolamento Edilizio del Comune di Roma per i bagni), e ad una altezza di 2,60 m nella zona lavabo e sanitari. Questo accorgimento riproporziona l’ambiente e consente l’incasso di faretti LED da illuminazione.

Lavori in corso

Per prima cosa dobbiamo spiegare all’impresa il nostro progetto, dando indicazioni su come procedere e, in particolare, sulle demolizioni da eseguire. Ci viene in aiuto la pianta demolizioni/ricostruzioni, nella quale sono riportate in giallo le tramezzature da abbattere ed in rosso quelle da costruire.

Pianta demolizioni-ricostruzioni bagno padronale

Pianta demolizioni-ricostruzioni bagno padronale

È molto importante che le demolizioni proseguano con ordine, che le risulte vengano insacchettate e calate in basso (tramite un tiro elettrico, se possibile), nonché conferite a discarica autorizzata.

La zona bagni dopo la demolizione

La zona bagni dopo la demolizione

Per il lavabo, i proprietari hanno scelto di riutilizzare quello che avevano nella loro casa precedente, dal momento che è praticamente nuovo. Per la doccia, invece, si è scelto un piatto a semincasso nel pavimento. Anche qui non è stato necessario sopraelevare la quota di calpestio, in quanto è stato possibile dare la pendenza necessaria allo scarico utilizzando lo spazio a disposizione nel massetto.

Riguardo il posizionamento delle cassette di scarico, che oggigiorno vengono incassate nella parete dietro al water, dal momento che i due bagni sono confinanti ed hanno i wc attestati sui lati opposti di una stessa tramezza, si è usato l’accorgimento di sfalsare i wc stessi in modo da non dover ingrossare oltremodo il muro di separazione tra i due locali.

Posizionamento cassette di scarico

Posizionamento cassette di scarico

Il risultato dovrà essere qualcosa di simile a quanto illustrato nei disegni 3D, attraverso i quali il cliente ha potuto farsi una idea del lavoro finito.

3D bagno padronale - vista della doccia

3D bagno padronale – vista della doccia

3D bagno padronale - vista della finestra

3D bagno padronale – vista della finestra

Questo è solo l’inizio: ora si dovrà procedere con la rasatura, l’imbiancatura, e la realizzazione di pavimenti e rivestimenti, per dare il lavoro finito come previsto dal progetto.

Quando la notte si confonde con il giorno

Un bell’appartamento di circa 100 mq a Roma può essere una sfida interessante quando, come nel nostro caso, ha la cucina in fondo, lontana dal soggiorno. Eh sì, perché negli anni Sessanta capitava spesso che le case avessero la cucina vicino alla camera della domestica, lontana dal salone dove si ricevevano gli ospiti e si tenevano i pranzi. Ma le cose sono cambiate, ed oggi si tende a creare una zona giorno (soggiorno, cucina) ben distinta dalla zona notte (camere da letto, bagni).

Ed ecco dunque la sfida: come fare ad avvicinare tra loro cucina e soggiorno, separandoli dalle camere senza avventurarsi in troppi spostamenti di reti di scarico e di adduzioni idriche?

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L’ampio ingresso, male illuminato, e la vista da questo del soggiorno, anch’esso buio e lontano da tutto il resto

L’appartamento è vecchio stile, e non è mai stato ristrutturato. La pianta è classica: si entra in un grande ingresso (anche questo tipico delle case di quel periodo), dal quale si accede da un lato al soggiorno e dall’altro ad un lungo corridoio. Su questo si aprono a sinistra due ampie stanze da letto, a destra bagno e cameretta della domestica (con bagnetto interno) ed, in fondo, la famigerata cucina.

Le esigenze dei committenti sono:

  • una cucina comoda, visto che sia lui che lei amano cucinare, magari con la possibilità di metterci anche un piccolo tavolo per mangiare;
  • un secondo bagno con annessa piccola lavanderia;
  • un ampio soggiorno;
  • due comode camere da letto;
  • tanto spazio per armadi, rispostigli, ecc.

Abbiamo dunque raccolto il guanto della sfida ed escogitato una soluzione adatta alle esigenze prospettate.

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L’appartamento, come è (a sinistra) e come sarà dopo i lavori (a destra)

L’obiettivo è quello di non spostare il blocco dei servizi, per evitare o limitare tutti i problemi tecnici che ne conseguirebbero. Si decide pertanto di lasciare bagni e cucina dove sono, salvo scambiarli, in modo da avere la cucina molto più vicino alla zona giorno ed i bagni all’interno della zona notte. La cucina, dotata di due simpatiche finestre gemelle che danno sul cortile interno, sarà abbastanza ampia da poter inserire anche un piccolo tavolo per un pasto veloce in famiglia.

Il lungo disimpegno verrà diviso in due: una prima parte, sulla quale si affaccerà la cucina e nella quale sarà ricavato un comodo armadio, una seconda parte, il disimpegno notte, sulla quale si affacceranno le porte di camere e bagni.

Il bagno piccolo, minimale e senza doccia, verrà arricchito da una zona lavanderia.

Si andrà poi ad allargare l’ingresso, dal momento che la camera adiacente è molto ampia e può essere leggermente ristretta senza scendere sotto i 14 mq. Questo accorgimento fa sì che, in base al Regolamento Edilizio del Comune di Roma, tale camera possa essere ancora considerata “camera matrimoniale” e non “camera singola”, come richiesto dai Committenti. Ne risulta un ampio soggiorno passante, che andremo a completare con delle armadiature e librerie in cartongesso realizzate su nostro disegno.

Un aspetto da sottolineare è quello di alcune travi molto alte. Per via di queste e per meglio delimitare alcune aree, diventa indispensabile prevedere una serie di controsoffitti in cartongesso, dei quali parleremo più diffusamente in un prossimo post.

Non possiamo sottovalutare l’illuminazione: viene dunque predisposto uno studio illuminotecnico che aiuterà i Committenti a valutare l’illuminazione più adatta, sempre con la scorta dei nostri consigli.

Si tratta di un bel progetto, che prevede l’abbattimento e la ricostruzione di quasi tutti i tramezzi, con costi che vengono ammortizzati grazie alla detrazione fiscale del 50%, previa consegna in Comune di un progetto a firma di professionista abilitato.

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I rendering ci aiutano a studiare le soluzioni e ad illustrarle ai nostri Clienti

Il progetto è pronto: planimetrie, 3D e rendering vengono illustrate ai proprietari, ed insieme si mettono a punto tutti i dettagli. Finita questa fase, non rimane che dare l’inizio ai lavori!

Si veda anche:

Iniziamo i lavori: il bagno padronale

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Come ottenere la detrazione del 50 per cento

Lavori in casa: facciamo chiarezza sulle agevolazioni IVA

La riforma del Condominio

Il 18 giugno è finalmente entrata in vigore la legge 220/2012, nota come Riforma del Condominio. Si tratta in sostanza di una legge che riscrive alcuni articoli del Codice Civile, e che riguarda, tra le altre cose:

  • l’obbligatorietà, in caso di manutenzione straordinaria sullo stabile condominiale, dell’istituzione di un fondo speciale di importo pari all’ammontare dei lavori
  • la definizione dei requisiti che deve possedere un Amministratore di Condominio
  • la possibilità, su richiesta dei Condomini, di istituire un sito internet condominiale
  • la facoltà, in casi specifici, di modificare i millesimi con un numero di voti che rappresenti la maggioranza degli intervenuti e metà del valore dell’edificio
  • la possibilità, per ogni condomino assente, astenuto o dissenziente, di richiedere all’autorità giudiziaria l’annullamento dell’Assemblea entro 30 giorni dalla data di deliberazione (per i dissenzienti) o comunicazione (per gli assenti)

Inoltre, come riportato dall’art. 10 della Riforma, comma 6, l’Amministratore deve curare la tenuta del registro di anagrafe condominiale contenente le generalità dei singoli proprietari e dei titolari di diritti reali e di diritti personali di godimento, comprensive del codice fiscale e della residenza o domicilio, i dati catastali di ciascuna unità immobiliare, nonché ogni dato relativo alle condizioni di sicurezza.

Con riferimento in particolare alle condizioni di sicurezza degli impianti, gli amministratori stanno iniziando a chiedere, a titolo dimostrativo di tali condizioni, le dichiarazioni di conformità. Più in generale si pone il problema di verificare se gli impianti del nostro appartamento sono sicuri.

Se avete necessità di verificare il vostro impianto elettrico, che magari è privo della dichiarazione di conformità o che comunque ritenete possa costituire un pericolo perché vecchio o malfunzionante, potete chiedere un consiglio scrivendoci presso la nostra casella di posta info@atlas-progetti.com

Condomini

Il progetto illuminotecnico degli ambienti

Troppo spesso, quando si ristruttura un immobile, viene trascurata l’illuminazione degli ambienti. Ci si affida, nei casi migliori, all’esperienza pratica dei progettisti di interni e, nei casi peggiori, ci si improvvisa lighting designer. Il risultato è una illuminazione brutta, non strutturata, a volte insufficiente a volte esagerata, magari con problemi di abbagliamento. Un esempio per tutti: ci è capitato di trovare dei faretti dicroici incassati… nel muro, orientati orizzontalmente ad altezza d’uomo! Vi lasciamo immaginare l’abbagliamento che provocavano…

Per una illuminazione efficace, che crei l’atmosfera giusta e che ponga in risalto zone e punti particolari, occorre affidarsi ad un esperto che sappia guidarvi attraverso la scelta di lampade e apparecchi, e che soprattutto sappia come posizionarli.

Fondamentale è il livello di illuminamento (misurato in lux), che deve essere adeguato al compito visivo (zona lettura, zona relax, cucina, ecc.). Altri fattori importanti sono la temperatura di colore (luce calda e luce fredda) e la resa cromatica (ovvero la capacità o meno, da parte di una lampada, di farci percepire correttamente i colori).

Di ogni apparecchio occorre poi conoscere la curva fotometrica, che indica il modo in cui è distribuito il fascio luminoso. Anche il tipo di lampada deve essere scelto con attenzione: al momento la tendenza si sta spostando verso i LED (nel nostro post Illuminazione: facciamo luce trovate una casistica dei vari tipi di lampade attualmente in commercio).

In un prossimo articolo tratteremo un caso pratico. Per qualunque quesito, o per chiedere un preventivo, non esitate a contattarci scrivendo ad info@atlas-progetti.com

Livelli di illuminamento in un ambiente

Livelli di illuminamento in un ambiente

Curva fotometrica di un apparecchio a LED

Curva fotometrica di un apparecchio a LED

Studio illuminotecnico di un interno

Studio illuminotecnico di un interno

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Illuminamento

Temperatura di colore

Indice di resa cromatica

Guida ERCO per l’illuminazione di interni

Home Staging di un attico a Roma

Oggi vi mostriamo un’altra casa in vendita a Roma. Questa volta si tratta di un attico di circa 55 mq con un’ampia terrazza e con un’esposizione prevalente a sud-ovest.

Innanzitutto, procediamo con un rilievo non solo delle misure delle stanze ma anche degli infissi e degli spessori delle murature per preparare l’Attestato di Certificazione Energetica (ACE). L’appartamento risulta essere di classe energetica G (con 190 kWh/mq anno di dispersione); trattandosi di un ultimo piano la superficie disperdente è notevole e, in genere, questo è il problema di tutti gli attici.

L’appartamento è composto da un soggiorno con angolo cottura, una camera da letto, un bagno e un ripostiglio, il tutto disimpegnato attraverso un lungo corridoio. Sono presenti anche un balcone e una terrazza.

La distribuzione della casa deve essere migliorata visto che ci sono alcuni problemi:

  • la porta d’ingresso si apre direttamente nel corridoio, stretto, lungo e buio;
  • le zone notte e giorno non sono ben separate;
  • il soggiorno con l’angolo cottura, risulta essere poco luminoso a causa del vano costruito sulla terrazza che, attualmente, non ha una destinazione d’uso specifica;

Vediamo come abbiamo risolto questi problemi intervenendo su ogni stanza per separare nettamente le due funzioni:

Zona giorno e zona notte

Demolendo il tramezzo che divide il corridoio con la camera si ottiene che, entrando nell’appartamento, ci si trovi davanti ad un ambiente completamente aperto, molto luminoso e con la vista della terrazza. Naturalmente, abbiamo anche spostato la camera al posto del vecchio soggiorno cosicchè l’ingresso si apre ora direttamente sulla zona giorno e l’angolo cottura.

Per separare le funzioni di zona giorno e zona notte, è stato creato un piccolo disimpegno dal quale si accede al ripostiglio, alla camera e al bagno. Il tramezzo tra soggiorno e camera è stato spostato in modo da permettere la sistemazione dei mobili in linea della cucina e dell’armadio.

Nei periodi estivi si può utilizzare il tavolo della terrazza per dei pranzi o delle cene all’aperto, questa nuova distribuzione della casa permette di avere la cucina in una posizione più comoda e vicina.

Il vano dal quale si accede attraverso la terrazza o la camera, può diventare uno studio con librerie e un angolo conversazione.

Prestazione energetica

Ora vediamo come migliorare la prestazione energetica. Dal calcolo effettuato, emerge che, anche solo coibentando l’intradosso del solaio con 4 cm di pannelli in poliuretano, si arriva ad una classe energetica F (con 120 kWh/mq anno di dispersione).

Non ci stanchiamo di mostrare praticamente come con poche opere edili si può sistemare al meglio anche un piccolo appartamento come questo. Gli acquirenti avranno modo di capire come potrà essere valorizzata la casa che stanno per comprare perché con un buon lavoro di Home Staging sarà già davanti ai loro occhi!

Se volete vendere meglio la vostra casa, contattateci per un preventivo su info@atlas-progetti.com

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Più luce in soggiorno

Ci hanno contattato dei clienti che volevano un aiuto per cercare di migliorare la luminosità all’interno della loro casa, a loro interessava particolarmente il soggiorno perché è lì che tutta la famiglia trascorre la maggior parte del tempo.

Stato di fatto

La loro casa, vediamo sopra una foto del soggiorno, è poco illuminata per una serie di ragioni:

  • L’esposizione non è ottima, le aperture del soggiorno sono tutte e due ad est (dunque prende il sole soprattutto la mattina) e la casa si trova al piano terra;
  • Il soffitto è piuttosto alto, 3.10 m, e l’illuminazione artificiale è carente e disposta male;
  • Per il pavimento e i mobili sono stati scelti dei colori molto scuri.

Avendo individuato questi punti è più facile progettare una soluzione che possa risolvere il problema della luminosità, alleghiamo un paio di immagini del nostro render del soggiorno.

Parete soggiorno

Gli interventi principali del progetto sono:

  • Il controsoffitto che, riducendo l’altezza della stanza, crea un effetto ottico di allargamento; inoltre, incassando dei faretti, avremo così modo di illuminare meglio l’ambiente e con una luce più distribuita.
  • I mobili vengono sostituiti con altri dalle forme più semplici e, soprattutto, dai colori più chiari. La parete di divisione dalla zona notte può essere vivacizzata utilizzando un colore caldo e acceso. L’esigenza dei committenti era anche quella di avere una porta di separazione dalle camere, e per questo è stato eliminato l’arco sostituendolo con una porta a scomparsa. Per risparmiare tempo e denaro si è pensato di alloggiare il controtelaio della porta scrigno esternamente alla parete esistente. Dal render non si nota questo spostamento di circa 12 cm perché viene tutto inglobato in una libreria costruita su misura in cartongesso, come si può vedere dal disegno.

Progetto libreria cartongesso

  • L’apertura verso le camera è stata traslata di circa 50 cm, in modo da creare una porzione di muro e fare spazio ad un mobile basso sopra il quale verrà posta la tv.

Purtroppo per motivi di budget i clienti non cambieranno il pavimento;  sarebbe stato meglio schiarire pure questo elemento ma, come vediamo anche dai render, riteniamo che già con questi interventi si avrà un netto miglioramento. Il costo totale del lavoro è molto limitato, i mobili che abbiamo scelto sono tutti di Ikea mentre la libreria a tutt’altezza è in cartongesso.

Soggiorno2

Se volete un preventivo per il progetto e la realizzazione del vostro nuovo soggiorno, contattateci su info@atlas-progetti.com

La schermatura degli infissi

La schermatura che andiamo a scegliere per le nostre finestre deve consentire l’incidenza della radiazione solare durante l’inverno e, nello stesso tempo, deve anche impedire questa incidenza durante l’estate per evitare di surriscaldare gli ambienti.

Ma come fare queste schermature?

Si possono realizzare in diversi modi: con elementi orizzontali o verticali che siano fissi o mobili.

Analizziamo in dettaglio i casi in cui dobbiamo utilizzare una tipologia o l’altra.

Gli elementi orizzontali sono indicati per le vetrate rivolte a sud. In genere sono fissi e possiamo creare queste schermature con una pensilina, una tenda o altro aggetto della misura necessaria affinchè si ottengano i benefici che abbiamo descritto precedentemente. Possiamo calcolare questo aggetto dividendo l’altezza della finestra per un fattore F che dipende dalla latitudine del posto.

Facciamo un esempio concreto

Se vogliamo conoscere la lunghezza ottimale dell’aggetto orizzontale per schermare la finestra (vedi disegno), dobbiamo procedere così:

  1. misuriamo l’altezza della finestra (nel nostro caso la misura è di 1,20 m);
  2. cerchiamo la latitudine del luogo (a Roma è di circa 41° nord);
  3. consultiamo la tabella che mostra il fattore F per questa latitudine (per 40° nord, F = 2,5-3,4); Tabella F
  4. dividiamo l’altezza (punto 1) per il fattore F (punto 3). Se utilizziamo il valore di F più alto (3,4) avremo la lunghezza necessaria a schermare la parete finestrata del 100% fino al 21 giugno, utilizzando il valore più basso (2,5) si avrà il 100% di schermatura fino al 1 agosto.

Schermature orizzontaliCome è possibile vedere nella figura, la finestra rimane in ombra, nella stagione calda, se l’aggetto orizzontale è della giusta lunghezza.

Le schermature orizzontali possono essere anche mobili. Utilizzando la vegetazione, ad esempio, perchè una vite rampicante su una pensilina in legno fornirà l’ombra necessaria al momento giusto. Sono ottimi per fornire il giusto ombreggiamento anche gli alberi decidui di fronte alle finestre rivolte a sud.

Gli elementi verticali sono invece indicati per schermare le vetrate rivolte ad est e ad ovest, in quanto gli aggetti orizzontali non sono validi perché il sole estivo è basso al mattino e nel tardo pomeriggio. Si tratta, dunque, di installare setti verticali perpendicolari o obliqui rispetto alla parete che possono essere sia fissi che mobili. Sono molto indicati anche gli alberi messi al posto giusto.

Frangisole-scorrevoli

Ricordiamo che le schermature interne, come tapparelle, avvolgibili, veneziane e tende non sono altrettanto efficaci di quelle esterne, ma, quando non è proprio possibile installarle, utilizziamo pure queste soluzioni.

Se volete il preventivo per una consulenza su esposizione, schermature e isolamento termico della vostra casa, contattateci su info@atlas-progetti.com

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